6 medaglie di cui 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi. Tre dal settore maschile, con il bronzo che arriva dalla disciplina olimpica dell’inseguimento a squadre, e tre da quello femminile, due in discipline olimpiche.

Il ciclismo italiano può essere più che soddisfatto dei risultati conseguiti in chiave Tokyo 2020, reduce da questa edizione dei Mondiali con il bottino più ricco da molti anni a questa parte. 

In particolre entra nella storia Filippo Ganna, l’uomo dei record nell’inseguimento individuale, che qui a Berlino, a soli 23 anni, si impone in 4’01”934: nuovo record mondiale e quarto titolo iridato. E’ il primo italiano a firmare l’impresa ed il secondo atleta dopo l’inglese William Porter.

Splende inoltre l’argento di Simone Consonni nello scratch mondiale che ci consegna un atleta sempre più convito delle sue qualità. Il settore femminile mette in luce la ventenne Letizia Paternoster che conquista l’argento nell’Omnium femminile, confermando quanto di buono fatto vedere gli scorsi anni. Letizia sta crescendo mantenendo fede alle aspettative: è una predestinata ancora molto giovane e già vincente. Accanto a lei completano la maturazione altre fortissime atlete come Elisa Balsano con la quale ha firmato un altro straordinario successo: è il bronzo nel Madison. Se Filippo Ganna ha scritto, qui a Berlino, la storia del ciclismo mondiale, Miriam Vece l'ha fatto per il ciclismo italiano. La ventiduenne di Crema conquista il primo podio azzurro nei 500 metri. Il suo bronzo (in 31"171), a soli 50 centesimi dall’oro della tedesca Friedrich, unito al record italiano nei 200 metri lanciati (10”580) dicono che siamo di fronte ad un vero talento della velocità. E per il CT Salvoldi la soddisfazione è tanta.

Complimenti ai nostri azzurri!!!